Strumenti per storyteller: la piramide di Freytag

Una buona strategia di corporate storytelling passa dalla creazione di un racconto coerente con il “copione” di vita del nostro pubblico: per riuscire nell’intento, è necessario adottare un format narrativo in grado di catturare l’attenzione talmente bene da mandare in trance chi legge, guarda o ascolta una storia.
Accanto allo schema narrativo canonico e al viaggio dell’eroe, troviamo un’altra struttura utile per costruire un racconto che funzioni: la piramide di Freytag.

I cinque atti della piramide di Freytag

La piramide di Freytag prende il nome dal suo creatore, Gustav Freytag appunto, che nel 1863 scrisse Die Technik des Dramas, in cui l’autore individuò cinque atti nella struttura delle opere drammatiche:

  • Exposition: così, comincia la storia” recita la voce narrante della serie videoludica Fable. Il primo atto è quello dell’introduzione al racconto, in cui fa la sua comparsa il protagonista e vengono illustrati l’ambiente e tutti gli altri elementi contestuali;
  • Rising action, il momento in cui la storia va verso il climax: il conflitto (o i conflitti) si inaspriscono, la tensione comincia a salire;
  • Climax: Qui abbiamo il punto di svolta nella trama: il destino del protagonista cambia, nel bene o nel male;
  • Falling action: siamo arrivati al culmine del conflitto fra il protagonista e l’antagonista, da cui uno dei due è destinato a uscire vittorioso o sconfitto;
  • Dénoutement, il conflitto è finalmente risolto e si torna a uno stato di equilibrio e di normalità. Come specifica questo articolo di Script Boutique, nelle commedie solitamente il protagonista vive un miglioramento della sua vita rispetto all’inizio della storia, al contrario delle tragedie, dove il protagonista alla fine perde parte di sé stesso.

Secondo quanto riportato da Alberto Maestri e Francesco Gavatorta nel loro Content Evolution, una studio svolto dai ricercatori della Shippensburg University rivela che su 108 spot mostrati durante i Super Bowl nell’arco di due anni, quelli ad avere più successo tra il pubblico sono stati quelli capaci di raccontare una narrazione efficace attraverso un plot drammatico: i ricercatori hanno usato la piramide di Freytag come modello per valutare l’efficacia della narrazione degli spot.

La piramide di Freytag per call to action e blog post

Secondo Intelligenza Social, una call to action può avere la forma della piramide di Freytag: dopo l’introduzione (il titolo), troviamo la rising action, ovvero il testo della landing, redatto in modo da anticipare un’esperienza positiva; arriviamo poi alla CTA (il climax) e infine il dénoutement, il ritorno a uno stato di equilibrio emotivo con un arricchimento. Aggiungerei che anche un blog post che parla di un’esperienza personale o racconta un evento può essere costruito con questa struttura: i cinque atti si prestano bene a una narrazione in cui l’autore vuole creare un crescendo emotivo che tenga incollato il lettore fino alla risoluzione finale.

The End

Eccoci dunque alla fine del post dedicato alla piramide di Freytag: dite la vostra oppure arricchite il mio post nei commenti. Vi aspetto!

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Copywriter, amo la narrativa fantastica e umoristica, l’Inter e la scrittura a 360°. Altre passioni: i documentari, la musica indie, l’universo digitale, i videogiochi, la radio, gli sport (quando contraccambiano). Parafrasando Beppe Viola, sarei disposto ad avere 37 e 5 tutta la vita in cambio della creatività di Emanuele Pirella o di Terry Pratchett. Comunicat-ivo.it è la mia casa: sei più che benvenuto!