Spazio e tempo nel blogging

Scrivere il post di un blog non è mai soltanto scrivere.
Scrivere un post ha a che fare con lo spazio: pieno e vuoto.
E ha a che fare anche con il tempo, proprio come una canzone.

Spazi pieni, spazi vuoti

I muri di parole, per un web writer, sono come la kriptonite per Superman: allontanano il lettore, una sventura per chi scrive di professione. Come dice Luisa Carrada, sul web il lettore prima guarda, poi legge: perché accoglierlo con un muro? Per farlo scappare a gambe levate?
Ecco perché il “vuoto” vale quanto il “pieno”: lo spazio fra un paragrafo e un altro dà respiro al testo e alleggerisce la lettura, come una finestra spalancata riempie di luce una stanza.
I sottotitoli aiutano a suddividere il contenuto in piccole porzioni, più facili da digerire.

Rock, lento…o jazz?

Un sax, strumento tipico del jazz e del pop anni '80.

Un sax, strumento tipico del jazz e del pop anni ’80.

Ricordate il monologo di Adriano Celentano su “rock” e “lento”? Ha avuto successo subito, ma poi ha rotto le scatole perché tutto, dal politico alla merendina, veniva classificato rock o lento. Infatti è scomparso dal linguaggio comune.
La metafora ci torna utile per parlare del ritmo di un post. Rock o lento? Entrambi. Variare il ritmo nella scrittura dà vivacità al testo. Forse, più che il 4/4 tipico del rock, sarebbe meglio adottare i tempi dispari del jazz.

Robert Bly, copywriter americano autore dell’indispensabile The Copywriter’s Handbook, consiglia di utilizzare, di tanto in tanto, paragrafi di una sola frase per segnare una rottura nel ritomo e tenere alta la soglia dell’attenzione del lettore.
Annamaria Testa, in Farsi Leggere (altro libro…da leggere), è d’accordo con il suo omologo americano: “Se scrivo frasi lunghe cerco di alternarle ad altre brevi. Uso gli incisi per muovere il testo e cambiare ritmo”.
Per usare una similitudine cara a Bly, scrivere in maniera “uniforme” equivale a percorrere in auto un lungo rettilineo: ci si rilassa un po’ e l’attenzione cala. Una curva ogni tanto, invece, aiuta a mantenere la concentrazione sulla guida.

In sintesi…

Per farci leggere dobbiamo badare alla formattazione del testo e alla musicalità nella costruzione delle frasi. Accompagnare il nostro lettore lungo una tranquilla strada di campagna o in un vicolo cieco finirebbe per farlo addormentare o irritarlo. Entrambe le cose sono da evitare!

photo credit: wakalani via photopin cc

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Copywriter, amo la narrativa fantastica e umoristica, l’Inter e la scrittura a 360°. Altre passioni: i documentari, la musica indie, l’universo digitale, i videogiochi, la radio, gli sport (quando contraccambiano). Parafrasando Beppe Viola, sarei disposto ad avere 37 e 5 tutta la vita in cambio della creatività di Emanuele Pirella o di Terry Pratchett. Comunicat-ivo.it è la mia casa: sei più che benvenuto!