Le mie tre parole per il 2016

Le mie 3 parole per il 2016

Anche quest’anno raccolgo l’invito di Daniele Imperi, blogger e autore che stimo molto per la sua intelligenza e la sua discrezione, e propongo le mie tre parole per il 2016. Prima, però, vorrei dare un’occhiata alle parole scelte per il 2015 e scoprire se, almeno in parte, ho rispettato gli obiettivi prefissi.

Costanza, opportunità, coerenza: le parole del 2015

Ho vissuto un 2015 faticoso, difficile, soprattutto dal punto di vista personale. Dal punto di vista lavorativo, però, dopo un inizio tormentato (che mi ha fatto venire parecchi dubbi), ho vissuto un secondo semestre ricco di soddisfazioni. Ho lavorato tanto e ho avvertito la fiducia dei miei collaboratori (tutti professionisti comprovati).

Costanza? Be’, nell’aggiornare il blog non tanta. Gli ultimi mesi soprattutto ho avuto parecchio da fare e l’ho un po’ trascurato. Non va bene: ho colleghi che lavorano più di me e riescono ad aggiornare il blog di frequente.
Ciononostante, sono soddisfatto di aver scritto post come quelli dedicati all’allitterazione e alla litote nella pubblicità e nel web writing, di aver intervistato un professionista di grande livello come Fabio Viola e di aver trattato argomenti come lo storytelling secondo prospettive differenti dal già letto e già scritto.
Però non basta.

Opportunità sì, decisamente sì: ho colto le occasioni giuste quando mi sono capitate e ho avuto la possibiltà di collaborare con fior di professionisti. Da questo punto di vista non posso che dirmi soddisfatto.

Coerenza…be’, diciamo sufficienza risicata: potevo fare di più col blog, ma sono in parte giustificato dalla mole di lavoro che (fortunatamente) mi è piovuta addosso negli ultimi tempi.

Le tre parole per il 2016: resilienza, apprendimento, fiducia

Queste sono le mie tre parole per il 2016.

Rimettersi in piedi dopo una caduta, un fallimento, sfruttare l’errore per crescere, riorganizzarsi dopo un evento sconvolgente, sapersi adattare a cambiamenti improvvisi: tutto questo è resilienza, una capacità che, talvolta, nel 2015 mi è mancata. Ma ora dovrei avere più risorse per riuscire a fare un po’ di slalom fra le difficoltà e rimettermi in piedi subito se qualcosa va male.

Apprendimento è la seconda parola: perché di apprendere, di conoscere, non si finisce mai. E allora continuiamo a studiare, a leggere, a interrogarci, a pretendere di più e a provare a fare un passo fuori dalla comfort zone.

Fiducia è la mia parola preferita fra le tre che ho scelto per l’anno appena cominciato. Qualche volta, l’anno scorso, ho perso la fiducia. Mi sono chiesto se avessi preso la strada giusta, se meritassi tutti i complimenti e le pacche sulle spalle, se non avessi fatto meglio a percorrere una strada diversa. Poi sono arrivate le richieste di collaborazioni: una, due, tre. Poi sono nati progetti interessanti. E ho capito che, forse forse, non sono poi così male nel mio lavoro di content writer. Quindi, spazio alla fiducia.

Queste sono le mie tre parole per il 2016 appena iniziato. Quali sono le vostre?

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Copywriter, amo la narrativa fantastica e umoristica, l’Inter e la scrittura a 360°. Altre passioni: i documentari, la musica indie, l’universo digitale, i videogiochi, la radio, gli sport (quando contraccambiano). Parafrasando Beppe Viola, sarei disposto ad avere 37 e 5 tutta la vita in cambio della creatività di Emanuele Pirella o di Terry Pratchett. Comunicat-ivo.it è la mia casa: sei più che benvenuto!