Hai un blog? Passaparola!

photo credit: NevilleHobson via photopin cc

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Qualche giorno fa un’amica mi ha chiesto consigli su come cominciare l’attività di web writer e copywriter. Le ho scritto una mail in cui le ho segnalato i libri, i blog e i siti web che sono stati – e sono ancora – i miei punti di riferimento.
Cos’ho fatto di così speciale? Semplice, ho messo in moto una della forze più potenti del marketing: il passaparola.

Buzz, viral & blog

Il passaparola è una vecchia conoscenza del marketing: le aziende sono sempre andate a cercare gli opinion leader e gli influencer di una comunità per farne ambasciatori di marca. Ma è con l’avvento del web 2.0 e dei social media che il passaparola ha acquisito una forza prorompente.
Un cliente soddisfatto ci metterà ben poco a coinvolgere col proprio entusiasmo altre persone. Basta un post su Facebook, un tweet, una foto su Instagram.
Un contenuto virale, poi, può raggiungere migliaia (se non milioni) di persone in pochissime ore grazie al passaparola.
Attenzione, però: il passaparola è un’arma a doppio taglio. Perché accanto alla versione “buona” c’è quella “cattiva”. Se un’azienda propone un prodotto scadente, non rimedia a un errore, ignora le proteste sui social media o compie scelte eticamente discutibili, il passaparola si rivelerà un brutto, brutto affare.

La Word of Mouth Marketing Association, accanto a buzz, al viral e al community marketing indica il blog come strumento valido per il passaparola, perché offre contenuti utili, comunica con i propri clienti, dà valore aggiunto e contribuisce a costruire l’immagine della marca. I mercati sono conversazioni, dice il Cluetrain Manifesto, e il blog favorisce la conversazione. Ecco perché è così importante.

Chi ricorda questo spot?

Chi ricorda questo spot?

Il blogger virale

Per un web writer il passaparola è la corsia preferenziale per farsi conoscere sia dai propri “colleghi”, sia dalle aziende. La chiave per riuscire a far parlare di sè in maniera positiva è acquisire credibilità con il proprio blog e con il proprio lavoro.
La strada è in salita e disseminata di ostacoli, però. Proporre contenuti utili e dal taglio personale, creare rapporti virtuosi con i propri colleghi e dare prove concrete di professionalità potrebbe non bastare a decretare il successo di un web writer.
Ma resto convinto che alla lunga l’impegno paghi. Anche con condivisioni, like, retweet e +1.

E voi, cosa ne pensate? Siete stati favoriti dal passaparola?

 

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Copywriter, amo la narrativa fantastica e umoristica, l’Inter e la scrittura a 360°. Altre passioni: i documentari, la musica indie, l’universo digitale, i videogiochi, la radio, gli sport (quando contraccambiano). Parafrasando Beppe Viola, sarei disposto ad avere 37 e 5 tutta la vita in cambio della creatività di Emanuele Pirella o di Terry Pratchett. Comunicat-ivo.it è la mia casa: sei più che benvenuto!