Category: storytelling

Strumenti per storyteller: la piramide di Freytag

Una buona strategia di corporate storytelling passa dalla creazione di un racconto coerente con il “copione” di vita del nostro pubblico: per riuscire nell’intento, è necessario adottare un format narrativo in grado di catturare l’attenzione talmente bene da mandare in trance chi legge, guarda o ascolta una storia.
Accanto allo schema narrativo canonico e al viaggio dell’eroe, troviamo un’altra struttura utile per costruire un racconto che funzioni: la piramide di Freytag.

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Storytelling e contronarrazioni: seconda parte dell'intervista a Daniele Orzati

Storytelling e contronarrazioni: seconda parte dell’intervista a Daniele Orzati

Come promesso, la seconda parte dell’intervista a Daniele Orzati sulle contronarrazioni.

Come dovrebbe reagire un brand di fronte a una contronarrazione tanto efficace da rischiare di vanificare la strategia di comunicazione?

In base al tipo e al livello di contranarrazione si prospettano tre ipotesi: 1) ignorare; 2) sovrascrivere; 3) inglobare. La si ignora quando non si è in grado di comprenderla o di gestirla, quando il danno della contronarrazione è minore dell’effort richiesto da una ipotetica difesa, quando viene intaccata una campagna tutto sommato sacrificabile e non il brand nella sua essenza. Ricordiamoci, se ogni narrazione porta in sé il germe della contronarrazione dobbiamo fissare una soglia sotto la quale non c’è bisogno di intervento, di cura (come in psicanalisi è posta una soglia per delimitare il patologico dal non-patologico).

Per sovrascriverla, invece, entrano in campo gli esperti. Sovrascrivere, infatti, non vuol dire contrattaccare, bensì avviare, migliorare, diffondere il proprio racconto, senza nessun riferimento apparente all’attacco che ha fatto scattare l’allarme. Se la mia storia è migliore di quella del mio avversario avrò la supremazia narrativa sull’audience, senza bisogno di citare in giudizio.

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Storytelling e contronarrazioni intervista a Daniele Orzati

Storytelling e contronarrazioni: intervista a Daniele Orzati

Un’azienda decide di raccontare sé stessa attraverso la metodologia dello storytelling. Intercetta i racconti di vita dei propri clienti e cuce una narrazione bellissima, che colpisce nel profondo il suo pubblico. Poi, come un fulmine, arriva una contronarrazione, che demolisce e ribalta il suo messaggio. Le conseguenze? Potenzialmente gravissime.

Per capirne di più sul tema, ho intervistato Daniele Orzati di Storyfactory, esperto di contronarrazioni. Mi ha concesso una ricca intervista: questa è la prima parte.

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Storytelling il brand come personaggio

Storytelling: il brand come personaggio

Una campagna di storytelling aziendale passa attraverso la creazione di una struttura narrativa forte. Non esiste racconto senza una pianificazione dettagliata: gli elementi fondamentali di un racconto – personaggi, ambientazione, temi, azioni, eventi e pubblico – vanno inseriti in una struttura definita sugli obiettivi da raggiungere.
Un racconto d’impresa efficace intrattiene, provoca emozioni, stimola la memoria, genera appartenenza. Per riuscire nell’intento dobbiamo costruire il nostro racconto attorno ai momenti biografici del target, utilizzando il format che ci sembra più adatto.
I due format-principe nello storytelling, nella narrativa e nella sceneggiatura sono lo schema narrativo canonico e il viaggio dell’eroe.
Questi due format hanno molti elementi di contatto fra di loro e possono diventare la base su cui costruire il racconto aziendale. A ogni personaggio del racconto – azienda, prodotto, cliente – va attribuito un compito: chi sarà il protagonista? Chi l’aiutante? E chi darà all’eroe l’oggetto magico?
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