Category: formazione

Web Marketing Training 2014: daytelling

Sabato scorso Paola Steri ed io siamo stati al Web Marketing Training 2014, che si è tenuto nel delizioso Tiscali Open Campus, a Sa Illetta. Questo è il mio visual daytelling (neologismo scemo, ndr.).

Il nostro viaggio verso il meeting convegno comincia alla stazione dell’Arst, dove grazie all’intervento di 18 “addetti ai lavori” capiamo che un biglietto tratta 1 vale l’altro. Arriviamo alle 8:15 circa, ci registriamo e attendiamo che l’evento cominci. Arriva Robin Good ed esige un selfie: ben volentieri! Davanti alla macchinetta del caffè si formano file inquietanti, la gente, a piccoli gruppi, chiacchiera, io comincio a intravedere persone conosciute in passato, ma di cui non ricordo il nome. E Paola scatta alcune foto, ma rifiuta di farsi fotografare.

Selfie-Robin Good

Selfie con Robin Good. Sembro grasso, ma non lo sono, giuro.

Verso le dieci e qualcosa, saliamo nella sala conferenze (si chiamerà così?) per l’inizio degli interventi. Ci sediamo in prima fila (decisione perentoria di Paola).

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E-mail semiseria a un giovane web writer

C'è posta per te.

C’è posta per te.

Carissimo,

finalmente hai deciso: scrivere sarà la tua professione. Sarai un web writer. Le tue dita fremono, la tua mente saltella gioiosa come un coniglietto su un prato: non vedi l’ora di iniziare. Magazine, aziende, persino content marketplace, crepi l’avarizia. Farai il mestiere più bello del mondo…che entusiasmo!

Bene, ma adesso siediti comodo, prendi qualcosa da bere (brand a tua scelta) e leggi questa lettera.

Sarà durissima. Sarà come scalare una montagna. Sarà come nuotare nell’oceano. Sarà come accompagnare la tua ragazza a fare shopping durante i saldi.
Ti aspettano proposte di lavoro indecenti, pagamenti a visibilità e, e deciderai di diventare freelance e aprire la partita Iva (arghhhhhhh), lotte serrate con fiscalità e commercialismi.

Ah, c’è da aprire il blog. Indispensabile. Non fare come me che ho tentennato troppo a lungo. E dovrai scriverci. Magari non tutti i giorni, ma con una certa costanza. Mica vorrai far passare mesi da un articolo all’altro!
E ti assicuro arriverà il giorno in cui ti sveglierai e puff! come per magia non saprai cosa scrivere. Si chiama sindrome del foglio bianco. Non ti sembra di sentirla già crescere in te? Ti sembrerà tutto già detto, tutto già scritto. Allora dovrai prendere un bel respiro, riordinare le idee e utilizzare strumenti come le mappe mentali. Funzionano, fidati. E funziona anche pianificare il lavoro e identificare il tuo pubblico (il target, si chiama). Ci sono strumenti fantastici come Feedly ed Evernote, sai? Raccogli idee e materiale, ti torneranno utili nel momento del bisogno, quando…[vuoto cosmico].

E poi avrai da studiare, da stare sempre sul pezzo. Non appena ti distrai un attimo, Google modifica l’algoritmo, escono dieci libri nuovi sullo storytelling e otto sul social media marketing. Tutti bellissimi? Naaaa, però alcuni non potrai perderteli. Anzi, non dovrai perderteli. Dovrai rinunciare alla t-shirt hipster che ti piace tanto e investire in formazione (a proposito: esistono ottimi corsi di formazione, seguili!).

Non dimenticare i social: gestisci bene le tue pagine? Sai la differenza fra Twitter e Facebook? E Google Plus? Lo usi? No? Ma se è destinato a un grande successo!

E ancora: il/la Seo, che è morta è viva è vegeta è cambiata, e i social media fails che ti circondano da ogni lato , i #sallo e i #sapevatelo, e il “post perfetto” (che non esiste), e influencer e guru e…ah, ti servirà anche l’inglese. Mal di testa, vero?

A questo punto dovresti essere abbastanza spaventato da aver deciso di lasciar perdere e darti all’allevamento di girini. Be’, non farlo. Se hai deciso di scrivere, provaci. Avrai bisogno di molta tenacia e un bel colpo di quadrifoglio di tanto in tanto. Forse dovrai essere un po’ donchisciottesco e combattere con qualche mulino a vento. Ma ce la farai. Se ti darai da fare, il tuo futuro è roseo. Oddio, tendente al roseo, diciamo.

Bene, ho concluso. Attendo di leggere il tuo primo post. Mi raccomando, sii chiaro, evita parole desuete (desuete proprio come desuete), e cerca di chiarire subito l’obiettivo del tuo testo. Vedrai, ce la farai. Anzi, ce la faremo. Perché vedi, sono proprio al tuo fianco.

Tuo affezionatissimo Ivano

 

photo credit: SophieG* via photopin cc




Pete Sampras e il web writing

photo credit: Carine06 via photopin cc

photo credit: Carine06 via photopin cc

Lo so, la domanda sorge spontanea, come direbbe Marzullo: che cosa c’entra il web writing con l’ex campione di tennis americano? La risposta è più semplice di quanto si creda. Seguimi.

Nella sua autobiografia, Open, Andre Agassi svela un aneddoto. Un giorno, insieme a suo fratello, al suo allenatore Nick e al suo amico Perry, si ferma a guardare un giovane tennista di origini greche mentre si allena. Lo osservano per un po’. Sbaglia tre palle su quattro. Il suo rovescio a una mano è mediocre. I tre fanno previsioni funeste sul futuro di quel ragazzo: non entrerà mai nel circuito. Chi ha cambiato il suo modo di tirare il rovescio dovrebbe pagarla. Sarà già tanto se riesce a qualificarsi per i tornei.
Insomma, una sentenza di condanna bell’e buona.

Pete Sampras in carriera ha vinto sette Wimbledon, cinque Us Open e due Australian Open, e proprio con Agassi ha dato vita a una delle rivalità più belle della storia del tennis.

Premiata ditta Volontà & Impegno

Come ha fatto quel ragazzo che sembrava abbonato all’errore a migliorare tanto da diventare uno dei tennisti più vincenti di tutti i tempi? Facile: ha messo il tennis al centro della sua vita. Ha allenato i suoi punti deboli e perfezionato i suoi punti di forza. Aveva una grande dedizione e i risultati sono arrivati di conseguenza.
Certo, l’ottima struttura fisica e le buone basi tecniche lo hanno aiutato. Aveva talento, ma se non avesse lavorato sui suoi difetti non avrebbe raggiunto obiettivi così prestigiosi.
Lo stesso Sampras in un’intervista ha confessato che per diventare un professionista si è dovuto costruire come giocatore, in particolare a livello mentale.

Web writer, ragiona come Sampras

Ecco dove sta il nesso fra Sampras e il web writing.
Il web writing richiede impegno e una tenacia da campioni.

Bisogna mettere la professione al centro: scrivere, studiare, tenere i contatti con i tuoi colleghi, documentarsi quotidianamente. Il talento non basta.
Arriveranno momenti negativi, in cui gli sforzi sembreranno vani. Sarà proprio quello il momento in cui dovrai essere insistere, trovare la spinta per andare avanti e continuare a scrivere. I periodi di crisi sono normali e la voglia di mollare il blog è dietro l’angolo, come ci ha raccontato anche Riccardo.

Il lavoro e la costanza ripagano. Fare un programma di studio e di lavoro, scrivere, investire in formazione (libri e corsi) sono passi che, messi uno dietro l’altro, alla fine danno i loro frutti.

Ci sono alcuni strumenti utili che possono aiutare nell’intento. I miei alleati principali sono tre:

  • Feedly, un eccellente strumento di gestione dei feed rss per tenersi sempre aggiornati
  • Evernote, utilissimo per appuntare le idee per i propri articoli e post
  • Google Calendar, per organizzare al meglio il calendario editoriale e rispettare le scadenze

Da qualche settimana ho preso una buona abitudine: ogni giorno leggo tre articoli riguardanti il web writing, la comunicazione sul web e gli argomenti connessi (web marketing, social media marketing…). A volte li stampo e li metto in un raccoglitore. Tre articoli sono pochi, forse. Ma preferisco leggerne tre attentamente piuttosto che dieci in maniera distratta.

Mi piacerebbe conoscere l’opinione di chi questo mestiere lo fa da tempo: siete d’accordo con il mio punto di vista?
Commentate e ditemi la vostra!