Category: comunicazione aziendale

Intervista Alessio Beltrami

Content Marketing al top: intervista ad Alessio Beltrami

Per rilanciare il blog dopo mesi di inattività (per non dire fermo biologico), ho pensato di intervistare un professionista del content marketing serio e preparato: Alessio Beltrami, la mente dietro Blogaziendali.com e Contemarketingitalia.com e autore di Come Vendere con il Blog Aziendale e Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e Fai Content Marketing, entrambi editi da Dario Flaccovio. Gli ho fatto qualche domanda sullo stato dell’arte e sul futuro della disciplina.

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Newsletter…wow! Intervista a Lucia Zitelli, libraia di StreetLib

Leggo tanti, tanti post sulla newsletter perfetta. Consigli qua, consigli là, eppure la maggior parte delle newsletter che ricevo finisce senza tanti giri nel cestino. Perché? Perché o sono noiose, o smaccatamente commerciali, oppure tentano di persuadermi in modo tanto stucchevole da irritarmi come la sabbia nel costume da bagno.

E allora ho pensato bene di intervistare l’autrice di una delle poche newsletter che apro: Lucia Zitelli, la libraia di StreetLib, per anni ha riempito la mia mail di newsletter simpatiche e utili.
Anche se la newsletter della libraia è andata in soffitta (ma resta ancora il suo segnalibro!), ho deciso di intervistarla per capire cosa si nasconde dietro newsletter tanto accattivanti.

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teaser

Il teaser, o dell’anticipazione ad arte

Il teaser è un bocconcino da gustare mentre si prepara il pranzo, un cioccolatino da assaporare in attesa che in tavola arrivi il dolce. Le metafore culinarie servono a spiegare qual è lo scopo di una campagna teaser: dare un piccolo assaggio del prodotto, film, servizio che verrà. Da questo punto di vista, il teaser è indubbiamente uno strumento che, se sfruttato con intelligenza, può generare hype fermento attorno a un progetto e suscitare la giusta curiosità nel target.

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Gamification: giocare, coinvolgere, fidelizzare

È da diversi giorni che una parola rimbalza nella mia mente come una pallina di ping-pong: Gamification.
Galeotto è stato un articolo che ho scritto per Ninja Marketing (piccolo spazio pubblicità), in cui ho parlato dell’iniziativa di Smart, The Dancing Traffic Light, legata alla campagna #WhatAreYouFor, nata con l’ambizioso intento di rendere più sostenibile e più piacevole la vita cittadina.

L’argomento mi ha incuriosito e ho pensato di capirne di più. Scopriamo insieme se ci sono riuscito.

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Storytelling il brand come personaggio

Storytelling: il brand come personaggio

Una campagna di storytelling aziendale passa attraverso la creazione di una struttura narrativa forte. Non esiste racconto senza una pianificazione dettagliata: gli elementi fondamentali di un racconto – personaggi, ambientazione, temi, azioni, eventi e pubblico – vanno inseriti in una struttura definita sugli obiettivi da raggiungere.
Un racconto d’impresa efficace intrattiene, provoca emozioni, stimola la memoria, genera appartenenza. Per riuscire nell’intento dobbiamo costruire il nostro racconto attorno ai momenti biografici del target, utilizzando il format che ci sembra più adatto.
I due format-principe nello storytelling, nella narrativa e nella sceneggiatura sono lo schema narrativo canonico e il viaggio dell’eroe.
Questi due format hanno molti elementi di contatto fra di loro e possono diventare la base su cui costruire il racconto aziendale. A ogni personaggio del racconto – azienda, prodotto, cliente – va attribuito un compito: chi sarà il protagonista? Chi l’aiutante? E chi darà all’eroe l’oggetto magico?
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storytelling e mappa dell'empatia

Lo storytelling e la mappa dell’empatia

Durante la stesura di una strategia di corporate storytelling, una delle fasi principali consiste nell’individuazione dei racconti di vita del proprio pubblico. Lo storytelling è coinvolgere ed emozionare, e come emozionare un lettore se non conoscendo perfettamente quello che desidera, che lo spaventa o lo appassiona?
Un recente articolo di Copyblogger, dedicato alle tecniche utile per costruire “irresistible content series“, parla di “mappa dell’empatia” come di uno strumento utile capire qual è il tuo pubblico ideale e cosa vuole.
Ma andiamo con ordine.

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Cos'è la storylistening trance experience?

Cos’è la storylistening trance experience?

“Ehhhhh? La storylis…com’è che hai detto?”
Ho detto storylistening trance experience. No, non è una oscura band americana, né una confraternita di mistici. È un’esperienza che nella vita abbiamo provato tutti. Quante volte, guardando un film o leggendo un romanzo, ci siamo sentiti rapiti dalla storia? Io l’ho sperimentata qualche giorno fa guardando A proposito di Davis, l’ultimo film dei fratelli Coen.

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Piattaforme di collaborazione: 10 motivi per utilizzarle

Piattaforme di collaborazione: 10 motivi per utilizzarle

Con questo post inauguro la collaborazione con la giovane copy e graphic designer Paola Steri, che oggi ci racconta perché usare le piattaforme di collaborazione può migliorare il lavoro di un team. Buona lettura!

Quante volte ci sarà capitato di dover gestire una mole di progetti, con più teamwork contemporaneamente, senza avere la benché minima idea di quanto lavoro mancasse alla conclusione? Ora potremmo stare sereni grazie all’esistenza delle piattaforme di collaborazione, più conosciute come social collaboration, che ci aiuteranno a lavorare in modo migliore, con una condivisione del flusso di lavoro estremamente efficace.

Questi tools permettono di gestire ogni progetto in modo ottimale, grazie alle funzioni che consentono di curare ogni attività in corso d’opera, rispettandone i tempi di scadenza, modificare i file di chiunque, commentare e coinvolgere tutti gli interessati, sia su desktop che su mobile.

Sarà interessante scoprire la loro utilità in caso di progetti attivi con più teamwork in diverse aree del mondo e valutarne le potenzialità a seconda del numero di persone coinvolte nel progetto, del budget investito, ma soprattutto in relazione all’obiettivo prestabilito.

Negli utili anni, le aziende che hanno deciso di utilizzare questi strumenti per la gestione del proprio lavoro, hanno riportato vantaggi da non sottovalutare, come:

  • Miglioramento della comunicazione interna
  • Ottimizzazione dei tempi
  • Riduzione dei costi
  • Diminuzione dell’assenteismo
  • Aumento della soddisfazione del personale e dei clienti

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photo credit: Bazstyle | Photography via photopin cc

Benefici versus Caratteristiche: una lotta impari

È una delle “regole d’oro” da seguire nel copywriting: descrivere i benefici piuttosto che le caratteristiche di un prodotto.
Il motivo è semplice: al cliente poco interessa la tecnologia dietro un prodotto, al cliente interessa sapere come il prodotto può aiutarlo o risolvergli un problema. Come dice Robert Bly: “Il primo passo per scrivere annunci che vendono consiste nel descrivere i benefici e non le caratteristiche”.

Detta così sembrerebbe facile, ma non sempre lo è.

Perché a volte scavare più a fondo e capire come il prodotto possa soddisfare un bisogno del cliente per migliorargli la vita.

Per esempio: un’azienda di scarpe da running brevetta una tecnologia per rendere la corsa meno faticosa e sollecitare meno le articolazioni.
Le caratteristiche possono essere descritte come “tomaia in x materiale, suola ammortizzata col sistema y”, eccetera. Possono interessare l’esperto, ma non chi ha deciso di correre per smaltire un po’ di pancetta in vista dell’estate.
Il beneficio principale sarà: queste scarpe alleviano la fatica e prevengono gli infortuni.
Ma andando più a fondo possiamo identificare un plus: la possibilità di allenarsi di più, quindi di raggiungere il proprio obiettivo – prepararsi alla maratona o perdere peso – in meno tempo e con meno rischi.

Titoli benefi(ì)ci

Anche quando scegliamo un titolo per i nostri post possiamo scegliere  per il nostro lettore:
è il caso degli articoli “how to”.
Per esempio, ecco una soluzione adottata da Riccardo Esposito:
My social Web esempio

Nell’articolo Riccardo si preoccupa di risolvere due problemi tanto cari ai blogger e ai web writer: come trasformare le buone idee in ottimi articoli e come evitare di rimandare il lavoro a domani (ne so qualcosa).
Il titolo funziona: va dritto al sodo e promette una soluzione (che poi mantiene, particolare non da poco).

Ricordiamo che alla base c’è sempre la solita domanda: perché io dovrei comprare il tuo prodotto? Perché dovrei leggere il tuo post?
Perché sì va bene, il marketing delle emozioni, va bene l’identificazione con i valori del brand, ma se compro un minipimer mi interessa sapere se migliorerà le mie ricette e  se ridurrà i tempi di permanenza in cucina: di identificarmi col brand, in questo caso, poco mi interessa (IMHO).

In conclusione…

Passare dalla descrizione delle caratteristiche di un prodotto ai suoi benefici è una delle tecniche più efficaci nella scrittura delle schede prodotto e anche, perché no, nella bodycopy di un annuncio.
Tu come la vedi? Sei d’accordo con me?