Category: advertising

Sounds good

Sounds good: l’allitterazione in pubblicità (e nel web writing)

Scoprire le figure retoriche dietro annunci e spot di successo è molto di più di un esercizio divertente, è un bel modo per arricchire il proprio bagaglio da professionista della scrittura e avere a disposizione, al momento giusto, una ricca scatola di colori con cui dipingere i propri testi.

Dopo aver parlato della litote, oggi parlo di una figura retorica che fa della ripetizione e dell’armonia dei suoni i suoi punti di forza: l’allitterazione.

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teaser

Il teaser, o dell’anticipazione ad arte

Il teaser è un bocconcino da gustare mentre si prepara il pranzo, un cioccolatino da assaporare in attesa che in tavola arrivi il dolce. Le metafore culinarie servono a spiegare qual è lo scopo di una campagna teaser: dare un piccolo assaggio del prodotto, film, servizio che verrà. Da questo punto di vista, il teaser è indubbiamente uno strumento che, se sfruttato con intelligenza, può generare hype fermento attorno a un progetto e suscitare la giusta curiosità nel target.

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Gamification: giocare, coinvolgere, fidelizzare

È da diversi giorni che una parola rimbalza nella mia mente come una pallina di ping-pong: Gamification.
Galeotto è stato un articolo che ho scritto per Ninja Marketing (piccolo spazio pubblicità), in cui ho parlato dell’iniziativa di Smart, The Dancing Traffic Light, legata alla campagna #WhatAreYouFor, nata con l’ambizioso intento di rendere più sostenibile e più piacevole la vita cittadina.

L’argomento mi ha incuriosito e ho pensato di capirne di più. Scopriamo insieme se ci sono riuscito.

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Headline/titolo: la formula delle 4 U di Bly

Headline/titolo: la formula delle 4 U

L’headline è il cuore dell’annuncio pubblicitario. È la prima cosa che salta all’occhio, e buona parte della fortuna di un annuncio si deve a una headline riuscita. Una headline interessante, che incuriosisce, seduce o lusinga ha buone possibilità di far colpo. Se l’headline colpisce, il lettore potrebbe decidere persino di leggere la bodycopy e, chissà, decidere che sì, il prodotto reclamizzato fa proprio per lui.

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Piattaforme di collaborazione: 10 motivi per utilizzarle

Piattaforme di collaborazione: 10 motivi per utilizzarle

Con questo post inauguro la collaborazione con la giovane copy e graphic designer Paola Steri, che oggi ci racconta perché usare le piattaforme di collaborazione può migliorare il lavoro di un team. Buona lettura!

Quante volte ci sarà capitato di dover gestire una mole di progetti, con più teamwork contemporaneamente, senza avere la benché minima idea di quanto lavoro mancasse alla conclusione? Ora potremmo stare sereni grazie all’esistenza delle piattaforme di collaborazione, più conosciute come social collaboration, che ci aiuteranno a lavorare in modo migliore, con una condivisione del flusso di lavoro estremamente efficace.

Questi tools permettono di gestire ogni progetto in modo ottimale, grazie alle funzioni che consentono di curare ogni attività in corso d’opera, rispettandone i tempi di scadenza, modificare i file di chiunque, commentare e coinvolgere tutti gli interessati, sia su desktop che su mobile.

Sarà interessante scoprire la loro utilità in caso di progetti attivi con più teamwork in diverse aree del mondo e valutarne le potenzialità a seconda del numero di persone coinvolte nel progetto, del budget investito, ma soprattutto in relazione all’obiettivo prestabilito.

Negli utili anni, le aziende che hanno deciso di utilizzare questi strumenti per la gestione del proprio lavoro, hanno riportato vantaggi da non sottovalutare, come:

  • Miglioramento della comunicazione interna
  • Ottimizzazione dei tempi
  • Riduzione dei costi
  • Diminuzione dell’assenteismo
  • Aumento della soddisfazione del personale e dei clienti

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