i blog-replicanti e l'effetto sticazzi

I blog-replicanti e l’effetto sticazzi

[Alert: post blandamente polemico]

Settimana scorsa mi è capitato di leggere questo post di Alessia Savi, pubblicato nei primi giorni di agosto. Nel post Alessia mette in discussione l’assioma per cui chi lavora sul web debba avere per forza un blog per farsi conoscere e creare una rete di contatti per trovare lavoro e collaborazioni.

C’è una parte che mi ha colpito particolarmente:

Vedo troppi blog in giro per la rete che pubblicano gli stessi contenuti, triti e ritriti.
E qualcuno ci scrive persino libri, su argomenti che troviamo online farciti in tutte le salse (e gratis). Altri provano a scriverli con metafore accattivanti, ma il succo del discorso non cambia: sono sempre gli stessi argomenti, un po’ perché si arriva tardi rispetto a chi ha iniziato prima, un po’ perché effettivamente trovare qualcosa di nuovo da raccontare in scenari che di grossi mutamenti non ne hanno vissuti risulta piuttosto difficile.

In effetti, è una cosa che avevo notato anche io. I blog a tema web marketing et similia si moltiplicano e sembrano i replicanti di Blade Runner:

  • si trattano gli stessi argomenti, soprattutto si batte il ferro  tema del momento finché è caldo e finché qualcuno non lancia un nuovo hot topic;
  • si usano le stesse immagini, o meglio, le stesse immagini free ritoccate con i tool gratuiti come Canva;
  • spesso, stile di scrittura e struttura del testo sono indistinguibili da un blog all’altro.

Ecco come nasce l’effetto sticazzi: una lettura a volo d’uccello, un’alzata di spalle e ‘sti cazzi, via verso il prossimo articolo ché c’è un sacco di roba da leggere.
Se poi aggiungiamo la pratica sempre più diffusa di spammare spudoratamente i propri articoli ovunque, gruppi di Facebook gruppi di Linkedin gruppi di G+, e la tendenza a imitare i cosiddetti (o sedicenti) guru del web, le perplessità aumentano con gli sbadigli.

"Ah, un deja vu"

“Ah, un deja vu”

Trovare una via d’uscita: smettere gli abiti altrui

Prima che spunti qualche Capitan Ovvio o qualche troll in vena di risse 2.0: è chiaro che ci metta dentro anch’io. È chiaro che abbia messo in discussione il mio blog. È facile che qualche mio post abbia generato l’effetto sticazzi di cui sopra. Proprio per questo trovo pungente l’analisi di Alessia: ha detto, papale papale, qualcosa che magari ci si sussurra nel privato, ma che si fatica a dire ad alta voce per quieto vivere, per convenienza o per paura di offendere (e tagliarsi qualche ponte sulla strada verso il “successo”).

E dunque, come risolvere il problema dei blog-replicanti e dei post fotocopia?

Facciamo così: proviamo a smettere gli abiti altrui e a confezionarne di nuovi con le nostre manine. Proviamo ad avere più coraggio nello scegliere gli argomenti da trattare, senza seguire il trend del momento: almeno per il nostro blog personale possiamo farlo. Possiamo anche evitare di scrivere tutti i giorni, se non abbiamo granché da dire.
Evitiamo la scrittura neutra, banale, listata-puntata a prescindere, cerchiamo qualcosa di completamente diverso.
Proviamo ad avere più coraggio ed evitiamo di scrivere l’ennesimo post sul personal branding o lo storytelling se non abbiamo nulla da aggiungere rispetto a quanto già detto da altri. Cerchiamo un’angolazione diversa, una prospettiva nuova, non riduciamoci ai consigli di scrittura, agli how to e ai come far leggere il tuo blog in tutte le galassie da tutte le forme di vita conosciute e sconosciute. 

Saremo pure nani sulle spalle di giganti, ma evitiamo di rimpicciolire tanto da scomparire in mezzo a tutti gli altri nani.

Ora è il momento di dire la vostra: attendo commenti, proposte, contestazioni. Ditemi cosa ne pensate, in questo caso è quanto mai importante lo scambio di opinioni e visioni.

 

[photo credit: MacQ via photopin cc]
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Copywriter, amo la narrativa fantastica e umoristica, l’Inter e la scrittura a 360°. Altre passioni: i documentari, la musica indie, l’universo digitale, i videogiochi, la radio, gli sport (quando contraccambiano). Parafrasando Beppe Viola, sarei disposto ad avere 37 e 5 tutta la vita in cambio della creatività di Emanuele Pirella o di Terry Pratchett. Comunicat-ivo.it è la mia casa: sei più che benvenuto!