Stand-by

Per motivi personali e professionali, Comunicat-ivo.it starà in stand-by per un po’. Spero di tornare a scrivere il prima possibile sul mio blog!

Ivano



Le mie tre parole per il 2016

Le mie 3 parole per il 2016

Anche quest’anno raccolgo l’invito di Daniele Imperi, blogger e autore che stimo molto per la sua intelligenza e la sua discrezione, e propongo le mie tre parole per il 2016. Prima, però, vorrei dare un’occhiata alle parole scelte per il 2015 e scoprire se, almeno in parte, ho rispettato gli obiettivi prefissi.

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Newsletter…wow! Intervista a Lucia Zitelli, libraia di StreetLib

Leggo tanti, tanti post sulla newsletter perfetta. Consigli qua, consigli là, eppure la maggior parte delle newsletter che ricevo finiscono senza tanti giri nel cestino. Perché? Perché o sono noiose, o smaccatamente commerciali, oppure tentano di persuadermi in modo tanto stucchevole da irritarmi come la sabbia nel costume da bagno.

E allora ho pensato bene di intervistare l’autrice di una delle poche newsletter che apro: Lucia Zitelli, la libraia di StreetLib, per anni ha riempito la mia mail di newsletter simpatiche e utili.
Anche se la newsletter della libraia è andata in soffitta (ma resta ancora il suo segnalibro!), ho deciso di intervistarla per capire cosa si nasconde dietro newsletter tanto accattivanti.

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Sounds good

Sounds good: l’allitterazione in pubblicità (e nel web writing)

Scoprire le figure retoriche dietro annunci e spot di successo è molto di più di un esercizio divertente, è un bel modo per arricchire il proprio bagaglio da professionista della scrittura e avere a disposizione, al momento giusto, una ricca scatola di colori con cui dipingere i propri testi.

Dopo aver parlato della litote, oggi parlo di una figura retorica che fa della ripetizione e dell’armonia dei suoni i suoi punti di forza: l’allitterazione.

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comunicat-ivo va in ferie

Comunicat-ivo va in ferie

Comunicat-ivo.it va in ferie fino a settembre, quando riprenderò a scrivere a proposito di comunicazione, copywriting, scrittura e marketing.
Passerò quest’estate a leggere tanto, non solo di comunicazione e marketing, ché “chi legge solo di marketing, non sa nulla di marketing”. Ho già cominciato Interceptor Marketing di Benedetto Motisi (scritto benissimo, divertente e stimolante), penso che mi dedicherò anche a Il linguaggio pubblicitario (di Massimo Arcangeli dell’Università di Cagliari) e a Lettere Vincenti di Gianni Lombardi (ho avuto a che fare con il direct marketing, quest’anno, e non è stato facile).

Per il resto, romanzi, racconti, fumetti, risate, tennis e birre medie.
Buon agosto!

[photo credit: _DSF1341 BN_small via photopin (license)]


teaser

Il teaser, o dell’anticipazione ad arte

Il teaser è un bocconcino da gustare mentre si prepara il pranzo, un cioccolatino da assaporare in attesa che in tavola arrivi il dolce. Le metafore culinarie servono a spiegare qual è lo scopo di una campagna teaser: dare un piccolo assaggio del prodotto, film, servizio che verrà. Da questo punto di vista, il teaser è indubbiamente uno strumento che, se sfruttato con intelligenza, può generare hype fermento attorno a un progetto e suscitare la giusta curiosità nel target.

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181H

Sulla gamification: intervista a Fabio Viola

È da tempo che la gamification mi affascina, mi stuzzicano le sue enormi potenzialità, mi piace l’idea che si possa coinvolgere il proprio pubblico attraverso il gioco. A tutti piace giocare, d’altronde!
Per avere un quadro generale, ma approfondito, sull’argomento e capire le possibili applicazioni nell’ambito del marketing e della comunicazione, ho fatto qualche domanda a Fabio Viola, game designer, uno dei maggiori esperti al mondo di gamification (ebbene sì, un vero guru!). C’è anche lui dietro il progetto TuoMuseo, di cui vi ho parlato qualche tempo fa.

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Strumenti per storyteller: la piramide di Freytag

Una buona strategia di corporate storytelling passa dalla creazione di un racconto coerente con il “copione” di vita del nostro pubblico: per riuscire nell’intento, è necessario adottare un format narrativo in grado di catturare l’attenzione talmente bene da mandare in trance chi legge, guarda o ascolta una storia.
Accanto allo schema narrativo canonico e al viaggio dell’eroe, troviamo un’altra struttura utile per costruire un racconto che funzioni: la piramide di Freytag.

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La litote nella pubblicità e nel web writing

Negare il contrario di un concetto per affermarlo: questa è la litote, figura retorica che flirta con l’ironia e l’understatement. È un tropo che in apparenza attenua, in sostanza rafforza: quando dico che Tizio “non è certo un genio”, intendo dire che Tizio è davvero poco intelligente, al contrario di Caio, che “non è affatto stupido” (anzi: è acuto e sveglio).

Come afferma la linguista Claudia Caffi, a volte la litote si presenta con una certa “indeterminatezza”, che “ne fa alleata di un dire sorvegliato: è un dire di meno, non necessariamente per intendere di più”. In questo caso, la litote è una forma di cautela, un dire poco per non esporsi, per paura o necessità.

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Il bodycopy: se vuoi scriverlo impara prima a leggerlo

Il bodycopy, o del farsi leggere (su carta e su web)

Ogni tanto vado a ripescare dalla libreria Il copywriter mestiere d’arte di Emanuele Pirella. È una lettura entusiasmante, ispiratrice, che mi provoca un po’ di rimpianto per non aver lavorato in pubblicità all’epoca delle macchine da scrivere e dei collage. Pirella racconta la sua lunga esperienza da pubblicitario e presenta alcuni dei suoi lavori più belli. Una delle mie campagne preferite è quella di Gancia:

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